rete divisoria ghetti

Parco Dora, nel condominio
nasce un muro anti-bambini

di Diego Longhin

Al posto dell´altalena e dello scivolo una rete metallica che spezza in due il cortile per dividere i buoni dai cattivi, per evitare che i bambini delle famiglie popolari si mischino con gli altri, con i proprietari degli alloggi del palazzo di fronte. Una lotta durata mesi, tra assemblee che votano a larga maggioranza la costruzione di muri e petizioni con centinaia di firme. E alla fine la rete che divide bimbi e grandi è stata piazzata per separare in due il cortile comune dei palazzi di corso Rosai 38, costruito dalla cooperativa San Pancrazio, e 44, edificato della cooperativa Di Vittorio.

Due condomini recenti, davanti all´Ipercoop, sulla Spina 3, realizzati con la riqualificazione dell´intera zona per le Olimpiadi del 2006. I problemi sono nati dopo, quando al civico 44 il Comune ha iniziato ad assegnare i primi alloggi popolari in linea con le politiche dell´assessore alla Casa, Roberto Tricarico: «Basta con i ghetti, meglio il mix sociale».
Un mix che a lungo andare, soprattutto con gli ingressi degli ultimi mesi, non ha convinto i residenti del numero 38 che sono ex soci della San Pancrazio e proprietari degli alloggi costruiti dalla cooperativa, al contrario degli inquilini della Di Vittorio, tutti in pratica
affittuari. Il tutto è partito dal fracasso classico che fanno i bambini quando giocano nel cortile, dove dovevano essere montate altalene e scivoli mai arrivati. «Tu non puoi venire da questa parte», ha incominciato a dire qualcuno rivolgendosi ai più piccoli. Poi un pallone finito sul balcone, un vetro rotto e qualche scherzo di troppo. E da quello che poteva sembrare un rimbrotto si è passati a litigi pesanti tra i genitori dei due palazzi, a parole grosse, ad assemblee dove il 60 per cento dei proprietari del 38 hanno votato la costruzione di un muro. Ora c´è la rete metallica, un rimasuglio del cantiere che gli ex soci della San Pancrazio hanno trovato il modo di riutilizzare. «La situazione sta degenerando - dicono le mamme che vivono al numero 38 - quelli che vivono dall´altra parte non ci vogliono. Questo doveva essere il giardino di tutti e due i palazzi, ma non si sono mai visti i giochi». E un´altra mamma aggiunge: «Perché non possiamo convivere? Perché noi viviamo in case date dal Comune e loro invece se li sono comprati gli alloggi?».

La rete non ha placato i litigi, mentre i bambini si guardano da una parte all´altra delle maglie senza capire il perché di tanto odio. I ragazzi più grandi provano anche a scavalcare, vogliono continuare a giocare con gli amici dell´altro palazzo, anche se c´è il rischio che qualche grande li placchi e che scoppi un diverbio. Imbarazzato Pasquale Cifani, presidente della coop San Pancrazio e vicepresidente della Di Vittorio: «L´unica cosa che possiamo fare - spiega - è rimuovere la recinzione, visto che è di nostra proprietà. Si trattava di un rimasuglio del cantiere. Lo faremo al più presto». Rimane però il problema. I proprietari del civico 38 hanno votato in assemblea per dividere il cortile, se possibile anche con un muro. «Se lo vogliono dividere possono farlo. Nessuno lo può impedire: è nel loro diritto. Ma lo facciano a loro spese e non utilizzando materiale che apparteneva alla cooperativa». //<![CDATA[ //]]> <![CDATA[ ]]>

(14 luglio 2009)

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5 Responses to “rete divisoria ghetti”

  1. vincenzo Says:

    degrado
    inviato da lucadiroma2004
    il 14 luglio 2009 alle 14:05
    ,
    Un altro esempio del degrado morale in cui sta scivolando da anni questo paese. Istituzioni deboli, crisi economica e deterioramento dei rapporti umani stanno producendo “aborti” sociali come quello citato nella notizia di Torino. Individualismo, classismo e provincialismo acuto sono, d’altronde, i marchi di fabbrica del nostro governo, che non a caso gode ancora di una solida maggioranza di consensi in Italia. Ciascun popolo, verrebbe da dire, si merita la classe dirigente che ha. Spero almeno che quei bambini capiscano (anche inconsciamente) l’idiozia dei propri genitori.

  2. vincenzo Says:

    bambini
    inviato da ballinasloe
    il 14 luglio 2009 alle 13:52
    ,
    Ma avete pensato al danno che fate ai bambini? sia a quelli “belli, puliti e buoni” che agli altri quelli “brutti, sporchi e cattivi”?! il muro, la recinzione o quello che è, divide in due un cortile, spazio che tradizionalmente serve ai bambini per giocare, confrontarsi, scherzare e se capita anche litigare (e troppo spesso è l’unico spazio che hanno) in definitiva serve semplicemente a crescere. Ma come li fate venire su questi bambini? Con quale idea o visione della vita? per ogni cosa che va storta o che non piace ci sarà un genitore a metter su un muro per protegere il suo pargolo? e a quelli di là, già a 4-6-10 anni, gli facciamo subito capire che sono natti dal lato sbagliato e che per loro non c’è riscatto? n°38……VERGOGNA !!!!1

  3. vincenzo Says:

    il 14 luglio 2009 alle 12:51
    ,
    Quelli a cui assegnano le case popolari sono ignoranti, bestie ed incivili! Hanno ragione a separare. E’ impossibile convivere con chi non ha il minimo gradi di civiltà!
    Io annullerei subito il fitto ed andrei altrove!

  4. vincenzo Says:

    inviato da unamicames
    il 14 luglio 2009 alle 13:18
    ,
    E’ triste assistere al degrado morale del nostro paese. Immagino che ci possano essere dei problemi di convivenza nei grandi condomini, spesso difficili da sopportare. Ma che brutto esempio stanno dando questi condomini - affittuari e proprietari - ai loro figli: le future generazioni che dovranno sempre più convivere- nolenti o volenti - con ogni tipo di persona, diversa socialmente, per nazionalità o colore della pelle … a meno di potersi permettere bei castelletti arroccati con fossati che pullulano di coccodrilli. Di medievale memoria!

  5. vincenzo Says:

    Raccolta firma tendenziosa
    inviato da emyfar
    il 14 luglio 2009 alle 12:59
    raccolta firma tendenziosa parco dora,
    Attenzione: la raccolta firme per la delibera di installazione del “muro sociocondominiale torinese” è stata effettuata dai delegati di scala in modo tendenzioso! Richiedevano due pareri: il primo inerente un’operazione di manutenzione ordinaria (a cui tutti erano d’accordo) ed il secondo il parere sulla recinsione, con un’unica firma da apporre.
    Credo che se avessero raccolto per bene le firme tutto questo non sarebbe successo e non avrebbero raggiunto neanche il 10% dei pareri favorevoli.
    Richiediamo una nuova raccolta firma!
    Ci teniamo a precisare che noi amiamo il mix culturale, senò non avremmo comprato gli alloggi.
    Cordiali saluti
    Un condomino del 38
    Vota 4.88/5

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